sabato 19 ottobre 2013

Il meritato riposo

Succede sempre nella notte. Quando quasi tutti sono oramai tra le braccia di Morfeo, intenti a far riposare le membra, la mente e lo spirito. Negli stessi istanti, così leggeri ma allo stesso tempo solenni, in altri letti qualcosa va storto. Una parte di quell'opera d’arte chiamata organismo smette di essere in armonia con gli altri elementi, e va per la sua strada. La vita, quell'equilibrio impossibile raramente apprezzato, si ferma. Allora sola una nota stonata riesce ad interrompere l’incantevole melodia.

Ed è così che mi immagino il momento in cui nonno, un signore di altri tempi, se ne è andato, a quattro mesi dalla sua novantaseiesima candelina. Un corpo provato da innumerevoli sofferenze: la miseria e la fame, la guerra e la prigionia. Una mente resa sempre meno lucida dall'Alzheimer che ruba tutti i ricordi lasciandosi dietro solo una confusione infinita. Ma lo sguardo immutato: mai inquieto, sempre fiero e lungimirante. E quella risata così genuina e fragorosa, esplosiva a momenti, che riusciva a strapparne cento altre.

Non riesco ad immaginare un modo migliore per ricordarti e portarti sempre con me.

A hero born on 18 February 1918

martedì 7 agosto 2012

Cara Andre [1]


Cara Andre,

come stai?

Scusa se questa domanda buttata lì all’inizio di una lettera ha tutta l’aria di essere una stronzata. Ma tu, per fortuna, sai che non è così.

Ho delle domande per te. Una su tutte: li conosci quei giorni in cui non vuoi vivere?
Ti prego, sforzati di comprendere. Non dico di volere morire, per carità. Non oserei mai dire una cosa così. Io intendo quegli stati d’animo effimeri dove non ci capisci nulla nemmeno tu, ma provi una sensazione di volerti riaddormentare anche se è mattino. Invece di alzarti e guardare dalla finestra sorridendo, ti mureresti in camera pur di non aprire la porta e uscire. Non riesci a decifrare bene le cose, eppure l’unica cosa che sai per certo è quella di stare fermo, di non affrontare niente e nessuno. Di mandare a quel paese la giornata appena iniziata e annullarti sotto le lenzuola.

Magari da bambino, non ero il solo a credere che se mi fossi tirato le coperte fin sopra la testa, per quegli istanti allora sarei diventato realmente invisibile. Illudendomi che, in questo modo, il mondo intero si sarebbe dimenticato di me, lasciandomi in limbo di pace.



giovedì 1 marzo 2012

Senza titolo 2


(era una bozza di non so quanti mesi fa)


incontreremo sempre situazioni sbagliate, in ogni frangente della nostra vita, su questo non possiamo farci nulla! Quello che però sta a noi è darsi da fare ad essere bravi e forti, pronti e consapevoli che certe cose possono succedere… anche perché spesso le cattive notizie non arrivano mai da sole e se nel momento in cui siamo disperati per qualcosa di piccolo (anche se in quell’istante ci sembra tutto), ci dovesse sorprendere una vera tragedia?! Saremo veramente persi, del tutto.


E poi, dopo un po’ mi stanco pure di farmi cambiare dalle delusioni… non deve (non voglio!) diventare un circolo vizioso in cui una persona, ad ogni delusione, diventa più stronza e cattiva. Certamente un grosso fiasco ci fa mutare, ci fa CRESCERE… e per crescere io non intendo essere totalmente diverso da quello che sono stato fino ad un giorno prima, “solo” migliorato…


Mi rendo conto che punto troppo in alto, che ora dico così e fra 5 minuti mi mando a fanculo da solo però…?! Il tempo passa, quello che non facciamo oggi, non è detto che anche domani avremo l’opportunità di farlo.

martedì 20 settembre 2011

Telegramma


sto prendendo in considerazione un'idea. STOP
un'idea per cui la quasi totalità degli esseri umani è capace di imprese veramente maestose. STOP
di azioni spettacolari. STOP


però non lo sa, o se lo sa non se lo ricorda. STOP
o parla del "falso incidente" (cit. Bennato). STOP


...
che ci fregano sono sempre la confusione e la paura
quando non stiamo lucidi perdiamo di vista l'obiettivo
e quando proviamo paura, ci demoralizziamo
però caspio, le nostre abilità e capacità rimangono invariate
è come avere 100 fari in una stanza
ma non trovare gli interruttori oppure scovarne solo alcuni


lunedì 22 agosto 2011

Choisir

La cosa più bella del mondo? Attenti, non fatevi prendere dalla fretta nel rispondere. Dalla solita ansia da prestazione. Dalla presunzione di conoscere tutto e subito.
Viene certo naturale pensare all’amicizia, all’amore, alla famiglia, ai figli, alla vita… Chi sono io per dire che queste cose non sono belle?! Non lo posso e non lo voglio dire. Io non sono nessuno, o meglio sono solo me stesso. E penso che la cosa che veramente si meriti in tutto e per tutto di essere definita come BELLA sia la facoltà di decidere.
Decidere che strada prendere in mezzo a due, in mezzo a decine…o in mezzo a migliaia. Prendere una posizione, sbilanciarsi. Correre in una direzione piuttosto che in un’altra. Ma correre un rischio.
Arrivare al traguardo, raggiungere la meta. Ma anche perdersi, senza rendersene conto. Smarrirsi in strade già battute infinite volte o sentieri del tutto sconosciuto. Oppure realizzare di essersi smarriti, ma continuare imperterriti a correre in una precisa direzione; fino al punto in cui ti fermi. Decidi di fermarti o altri lo decidono per te. Ma in ogni caso, tu puoi SEMPRE decidere di rialzarti. Puoi decidere nuovamente da che parte andare.
It’s up to us.

Ma la cosa più difficile sta nel prendersi i giusti tempi nel decidere. Attendere di conoscere cosa noi stessi vogliamo fare. Prendere una scelta piuttosto che un’altra necessita di un unico requisito: conoscere noi stessi, almeno in quella situazione. Se non siamo chiari con noi stessi, non lo potremo essere nelle nostre scelte. E non lo saremo mai con gli altri.

sabato 20 agosto 2011

"Le chiappe rammollite?!"

Non posso fare a meno di tornare su un'accoppiata film libro che fino ad ora di più mi hanno colpito e influenzato.


Spezzone film "Into the wild"


Ti sbagli se pensi che le gioie della vita vengano soprattutto dai rapporti tra le persone. Dio ha messo la felicità dappertutto, è ovunque, in tutto ciò di cui possiamo fare esperienza. Abbiamo solo bisogno di cambiare il modo di vedere le cose.


giovedì 4 agosto 2011

Senza introduzione

In 10 giorni ho voluto imprimere un cambiamento alla mia vita e ho organizzato “Malta”.
Perché certe cose rimango parte di te x sempre. E così spero che un giorno mi ricorderò che nonostante stavo a pezzi, ho provato a dare la svolta, a rialzarmi. Ho sempre detto prima di partire che non sarebbe stata una fuga. Assolutamente.
Perché i problemi che si hanno nella mente - o nel cuore - non si risolvono cambiando macchina, cambiando casa, cambiando città, cambiando mondo.
I problemi si risolvono affrontandoli, ma ci vuole tempo lo sai. È la prima regola della vita. Affrontare è un verbo il cui significato se ci pensi bene non è così chiaro. Cosa significa? Stare di fronte, andare contro… ma, se stai duellando, comprende anche il fatto di sapersi difendere, di sapersi rialzare se cadi.
Io spero che Malta sia un bel modo per affrontare il problema, reinvesto su quella persona che è importante, che non bisogna lasciare in disparte, su me stesso.

Qui niente si ferma per te, nessuno ti aspetta. Certo, ci sono gli amici: quelli veri. Loro sono veramente degli angeli, per fortuna. Ma quello che voglio dire è che il mondo gira. Non è che rallenta perché te piccolo uomo stai sprecando ore o giornate, a pensare al nulla. Ecco, lui sì che si fa i cazzi suoi!



lunedì 4 luglio 2011

Considerazioni (dis)umane

Che il mondo fosse pieno di persone "poco serie" non è certo una novità e tutti lo sanno. Ogni volta, tuttavia, il rischio di stare male è sempre in agguato. A tal proposito:


(Versione casta) "Certe persone, in determinati momenti della loro vita, non riconoscono gli altri come essere umani. Magari non per pura cattiveria, ma per problemi più seri nel relazionarsi. Capita così che trattino altre persone come un semplice indumento; da indossare fino quando si vuole, per poi gettarlo nella cesta dei panni sporchi come se tutto fosse normale".


(Versione crudele) "Alcune persone manipolano e sfruttano gli altri, comportandosi esattamente come si tratta un preservativo usato: quando non serve più, se ne liberano facilmente, gettandolo nel cesso".