sabato 31 gennaio 2009

Primo

Come primo intervento del mio piccolo quaderno vorrei fare una sorta di appello... un piccolissimo e magari insignificante appello alle persone che si lamentano sempre, che sbuffano in continuazione a chi in qualsiasi momento della loro vita, se gli chiedi “Ehi come va?” Ti rispondono con un banalissimo “Potrebbe andare meglio”.

Al di là delle nostre aspettative, al di là di ciò che desideriamo per la nostra vita, bisogna sempre mantenere un po’ di razionalità. Non confondiamo l’ambizione con l’irrazionalità, non voglio certo dire che non bisognare sognare! Ma se cerchiamo sempre di raggiungere mete impossibili e ci prefiggiamo obiettivi irraggiungibili è normale poi essere tormentati.

Un “come va” prendiamolo letteralmente ogni tanto, e non lo ascoltiamo come un “come vorresti che vada?!”. Così, quando stiamo per rispondere alla domanda più frequente nelle nostre relazioni quotidiane, valutiamo un attimo queste cosuccie.

Sono in salute? Ho delle persone accanto che mi amano? Mi impegno per far si che le cose vadano realmente bene?

Sarebbe bello fare così. In fondo noi chi siamo per dire su msn, su facebook ecc ecc che tutto va male e che siamo sempre tristi? … Con quale diritto, ma soprattutto, con quale coraggio riusciamo a dire certe cose quando il mondo è veramente pieno di gente che soffre sul serio?! Di persone che non hanno niente e sono felici!

E invece chi è più fortunato ad essere nato in certi posti, piuttosto che altri, non se ne rende conto... e avendo tutto – forse troppo – si lamenta e si dimena perché non apprezza! Ma non solo questo, non pensiamo subito all’Africa, pensiamo anche ai nostri vicini di casa… Molte persone soffrono … in silenzio!

Impariamo ad apprezzare di più e meglio le piccole – grandi cose che abbiamo.

2 commenti:

Marty ha detto...

Ciao Fabry!!!
Per prima cosa volevo dirti che mi piace molto questo tuo blog e mi piace la tua idea di tenerlo come un diario, in cui puoi scrivere le tue idee, i tuoi pensieri, le tue riflessioni; ma soprattutto le puoi condividere con gli altri e ne puoi discutere.
Già, perché il dialogo, quello vero, al giorno d'oggi è una cosa rara.
Quando ci si incontra si fanno le solite domande - come stai, va tutto bene, gli studi, ecc... - e le risposte sono altrettanto banali e scontate, a volte neanche si ascolta la risposta.
Nemmeno con quelle persone che consideriamo "amici" a volte c'è un vero dialogo, quello fatto a cuore aperto in cui puoi dire tutto e puoi cercare conforto o un semplice consiglio.
Ho imparato che gli amici, quelli veri, bisogna tenerseli ben stretti perché ce ne sono pochi...
Purtroppo crescendo le strade si dividono e a volte è difficile mantenere i rapporti, altre volte siamo noi che non ci impegniamo a mantenerli...
Sai Fabry tante volte ti ho pensato e mi sono detta "uno di questi giorni lo chiamo, gli mando un messaggio, lo contatto su msn..." poi però finivo sempre col dirmi che magari di disturbavo, ti scocciavo e non l'ho mai fatto...
Ora leggendo questo blog ti riscopro un po’ cambiato, ancora più profondo, più maturo, capace di esternare così bene i tuoi pensieri e mi sembra di non sentirti da una vita...
Spero di fare al più presto quattro chiacchiere con te come hai vecchi tempi quando ci vedevamo tutti i giorni a scuola...
Ciao Fà!!!
Ti voglio bene. Baci.
>Marty<

Gidan ha detto...

hai ragione. Purtroppo essere pessimisti riesce sicuramente più facile dell'essere ottimisti.
Solitamente tendo a vedere il bicchiere mezzo vuoto. A volte vuoto del tutto. Però è vero quello che dici...non mi manca niente in fondo. La salute diciamo che c'è, le persone che mi amano sicuramente ci sono. Lo studio, anch'esso, da le sue piccole soddisfazioni.
Nonostante tutto questo, vedo sempre grigio.
La scusa che prendo è che così ho un motivo per impegnarmi ad imbiancare questo grigio.

Un saluto
Andre

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