giovedì 30 dicembre 2010

Buon ANO a tutti!

Cyclamen in a sunset
Sì lo so ho scritto "ano". La maggior parte di voi se ne sarà accorta. Qualcun altro no. In ogni caso l'ho scritto volontariamente.
Mi spiego meglio. Verso la fine di ogni anno in molti fremono per lasciarselo alle spalle sperando che il successivo sia migliore e non c'è nulla di sbagliato in fondo. E via si scomodano paroloni al momento di esprimere i propositi per il nuovo anno e poi... Però voglio dire che cambia alla fine? A me sembra che l'unica cosa a cambiare sia solo il calendario: quello appeso al muro in cucina o tenuto sopra la scrivania (per chi ancora ne faccia uso).
Ma tornando al perché del titolo... un po' volgarmente la fortuna si associa al concetto di avere "culo" no? Ecco, vi accorgerete come il titolo non sia affatto un errore di battitura quanto, piuttosto, un semplice e bell'augurio. :)


E non per il 2011, per VOI!

sabato 25 settembre 2010

Tu? Galleggi.

Sad



Le gambe non ne vogliono sapere di rispondere alle tue volontà. Le braccia quasi. Muovi la testa affannosamente per dirigere il tuo sguardo verso qualcosa di stabile. Di "fermo". Non sapevi che con i tuoi occhi potessi esprimere un tale orrore. La mente cerca la terra ferma. Al cuore basterebbe una zattera, un baule o un trave. Non qualcosa di stabile. Qualcosa che possa galleggiare. Ad un tratto, senza preavviso, percepisci qualcosa.
Tutto sembrava perduto. Eppure non è così. Li senti. Li senti quegli occhi addosso. Senza cercarli ti giri d'istinto e li trovi. Li vedi e rimani folgorato.
Nulla. Non fai nulla, perché le forze non le hai più. Ma quegli occhi ti raggiungono quasi travolgendoti. Macché quasi. Ti travolgono del tutto ma nel mentre tu non ti accorgi. Sei ancora abbagliato.
Il motivo non lo sai, ma quegli occhi li vedi appartenere ad una magnifica visione di delfino. E tu sei nel mezzo di un qualche oceano, senza appigli se non quello della tua anima. Quel delfino è ora lì con te.
Non puoi fare altro che aggrapparti ritrovando una forza che nemmeno ricordavi di avere. Lui si fida di te e ti aiuta. Ma i momenti scorrono, capisci che questo presto finirà.
Rimarrai con la tua anima.
Molte cose non conosci. Probabilmente non conosci proprio un cazzo.
Ma vivi un'emozione nuova e i tuoi occhi si riempiono di nuovo. Si riempiranno e basta. Di tutto. Il delfino deve andare, ti opponi. Invano. Anche tu dovresti lasciarlo, proprio come ha fatto lui. Il tuo cuore ha il sopravvento e ora gestisce tutto solo lui. Ti ci aggrappi con tutto te stesso. Una forza inaudita. E sbagliata. Profondamente e meravigliosamente sbagliata.
Quello che il cuore non ti permette di capire è che il delfino nuota meglio di chiunque altro. Non ha i tuoi stessi punti di riferimento. Conosce altri modi e altri mondi. E poi dai: nuota da dio.
Tu? Galleggi male. Colpa dell'anima, del cuore, della mente... Nessuna via d'uscita se cerchi di dare la colpa. Impari un'altra cosa: che con i tuoi occhi puoi esprimere un tale buio vuoto.

Le interpretazioni possibili sono più che infinite. Se vuoi dai la tua. Magari, secondo te, dì chi può essere quel delfino...

domenica 12 settembre 2010

Faber

Conoscere è importante, ovvio. E uno dei modi più facili per conoscere è forse ascoltare e capire i pensieri di una persona. Il mondo, in qualsiasi luogo e in qualsiasi tempo, ha visto innumerevoli persone importanti passare. Una di queste è sicuramente Fabrizio De Andrè.

Il video qui riportato è tratto da un'intervista fatta da Vincenzo Mollica e inserita all'interno di uno speciale del TG1 realizzato in occasione del decimo anniversario dalla morte del grande cantautore genovese.
Sinceramente ho dovuto/voluto ascoltarla 2 3 volte per dare la giusta attenzione ad ogni singola parola.




mercoledì 25 agosto 2010

Tarta-day 24 Agosto 2010

Ieri pomeriggio ho avuto la fortuna di assistere alla liberazione di due tartarughe marine (della specie caretta caretta) che, dopo essere state salvate in zona qualche mese fa e dopo essere state recuperate totalmente, sono state nuovamente rilasciate al loro habitat naturale. In tutta italia sono state liberate varie esemplari di tartarughe.



Il porto di Numana ha ospitato per un'intera giornata alcuni eventi dedicati a questi splendidi esemplari che popolano anche questo specchio di mare. Nel pomeriggio, grazie alle imbarcazioni dell'associazione Traghettatori Riviera del Conero (qui la pagina su Facebook), è stato possibile arrivare alla spiaggia delle due sorelle e assistere alla liberazione delle due splendide tartarughe!
Nella foto qui a fianco potete vedere il momento della liberazione della tartaruga caretta caretta, un esemplare adulto lungo circa un metro! La specie è fortemente minacciata in tutto il Mediterraneo e ormai considerata al limite dell'estinzione nelle acque territoriali italiane.
I responsabili delle imbarcazioni (Il Leone d'Oro e Simba) hanno fatto pagare un biglietto dal costo di 5€ che è stato devoluto alla Fondazione Cetacea Onlus di Ravenna che si era presa cura di queste tartarughe e che ha provveduto alla loro liberazione.
Ecco le mie foto del pomeriggio

sabato 7 agosto 2010

"Un sogno ad occhi aperti"

Per chi non conoscesse il mio "progetto" riguardo la scrittura di un breve libro può dare uno sguardo veloce a questo post (e magari anche qui).

Spesso usiamo la parola sogno per indicare qualcosa di estremamente positivo, un desiderio. Sebbene questa parola è in realtà neutra.

Apro gli occhi in maniera svogliata, con gran parte del cervello ancora dormiente. Qualche secondo di incomprensione con il mondo attorno, sempre sveglio. Pian piano anche i muscoli sembrano svegliarsi. È il momento in cui realizzo di non essere più nel cosiddetto mondo dei sogni.
Trascorso anche l'ultimo attimo stordito, un pensiero mi bussa alla mente. Avverto un interrogativo che pesa perfino sul mio respiro. La domanda sembra essere qualcosa del tipo: "Ma loro hanno capito perché è successo?".
Nell'interpretare questo strano pensiero, per un attimo ripiombo in uno stato di piena confusione: fisica e mentale. Confusione nera. Per prima cosa cerco di capire chi siano quei "loro". Voglio dire loro potrebbero essere chiunque. Infondo, loro significa tutti meno io, meno noi. Ma dato che un noi non esiste questo loro è veramente vasto. Troppo vasto. I genitori? La famiglia? Gli amici? Il mondo? Non lo so. E non c'arrivo. Ma poi... cosa è successo?
Proprio in questo istante i miei pensieri si bloccano per lasciar posto a una sorta di flashback, una sequenza di immagini mi scorre negli occhi.

Sono di fianco ai binari e un treno regionale sta per sopraggiungere. L'intenzione è saltare dall'altra parte. Ma non è quella vera. L'intenzione reale è quella di provare l'impossibile. Rischiare tutto per non ottenere nulla. Un respiro e il grande balzo. Grande ma non sufficiente. Il treno senza rallentare affatto investe tutto. Sono un essere invisibile ai suoi occhi. Investe i ricordi, i progetti, il presente. Il mio futuro non esisterà mai, il mio presente è impresso su una motrice. Investe il mio corpo. Un brivido mentre il treno mi avvolge. Anche se in questa visione, di reale c'è solo il cuscino ad avvolgermi. L'assurdo è nel vedere quell'ultima immagine. Io e la mia maniera buffa di essere. Sembro abbracciare il treno e il corpo risente dell'energia che il treno porta con se senza conoscere il significato della parola abbraccio (né tanto meno del gesto). In particolare è il viso a sentire dolore. Sarà il cuscino che spinge ma mi sembra veramente di aver ricevuto un abbraccio metallico a 160 km/h.
Non può essere vero. Sono poi rinato forse? Se sono rinato, sono qui a chiedermi il perché di tale gesto. La confusione pervade la mia testa, già deformata dalla motrice. Per un attimo mi lascio andare e quasi mi abbandono ad uno stato di trance. Due respiri lenti. Profondi e lentissimi.
Apro gli occhi. Quegli stessi occhi che credevo di aver già aperto. Non è possibile. È stato un sogno dentro a un sogno.

venerdì 30 aprile 2010

Into the wild


Negli ultimi mesi ho letto vari libri tra cui anche “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer. Libro fantastico che ripercorre la vita di Christopher Johnson McCandless dalla quale è stata tratta il famosissimo film "Into the wild".
Chris, o meglio Alex (dato che in quel momento si faceva chiamare Alexander Supertramp) parla del suo progetto di andare in Alaska con Wayne Westerberg.
Ecco un estratto della conversazione...
Alex: Magari quando torno scrivo un libro sui miei viaggi
Wayne: perchè no?!
A: che ne so...tipo "Uscire da questa società malata"! Dalla società!
W: La società!
A: La società amico!
W: La società!
A: La società, la società!!
W: La società!
A: La società! Certo la società! Perchè, cioè, sai cosa non capisco? Io non capisco perchè le persone, perchè ogni cazzo di persona è così cattiva col suo prossimo, così spesso cazzo. Non hanno senso per me i giudizi, il controllo tutto. L'intera gamma è una cosa...
W: Di quali persone stiamo parlando?
A: Lo sai i genitori, gli ipocriti, i politici, i corrotti.
W: Questo è uno sbaglio, è uno sbaglio andare troppo a fondo in queste faccende. Alex tu sei giovane cazzo, sei giovane: un ragazzo. Ma io ti posso dire questo: sei giovane cazzo! Non puoi stare lì a bollire di rabbia tutto il tempo! Devi cercare di stare tranquillo.

martedì 16 marzo 2010

Scusommi

Saresti passata vicino a me come quando,
camminando,
si passa vicino ai muri (?)

sabato 23 gennaio 2010

Un anno qui

1 anno
12 mesi
52 settimane
365 giorni
8.760 ore
525.600 minuti
e tanti ma tanti secondi

Visto e considerato in più circostanze che il tempo passa - sì, anche nel world wide web - questo blog ha raggiunto il suo anno di "vita", di presenza. Le persone che mi conoscono un po' sanno che non sono amante delle ricorrenze, ma in questo momento sto anche cogliendo l'opportunità di scrivere due righe dato che è qualche tempo che non lo faccio.
Questo "piccolo quaderno" è sicuramente rimasto piccolo, con molte pagine ancora vuote. Però da un lato è anche cresciuto, forse facendosi leggermente più maturo. Ma quello che più mi rende felice nello sfogliarlo (simbolicamente) è l'aver ricevuto commenti, il più dei quali di persona, che mi hanno in qualche modo premiato.

Mi rendo conto, giorno dopo giorno, di quanto sia difficile comunicare e farsi capire dalle persone. Attenzione: non il capirsi quotidiano, di parole scontate, un intendersi basato sulla monotonia dei discorsi. Non intendo questo. Mi sto riferendo a quell'incontro tra parole profonde, tra frasi che in certi momenti la nostra anHima (cit. Tibe) riesce a formulare. Pensieri che la maggior parte delle volte la nostra bocca non è in grado di esprimere oppure le orecchie del nostro interlocutore non sono in grado di captare.
Alcuni commenti che ho ricevuto mi hanno soddisfatto proprio perché sono riuscito a passare/spiegare quei pensieri scomodi. Pensieri che se non mi fossi sforzato di scriverli forse non avrei avuto modo di esporli.