sabato 23 gennaio 2010

Un anno qui

1 anno
12 mesi
52 settimane
365 giorni
8.760 ore
525.600 minuti
e tanti ma tanti secondi

Visto e considerato in più circostanze che il tempo passa - sì, anche nel world wide web - questo blog ha raggiunto il suo anno di "vita", di presenza. Le persone che mi conoscono un po' sanno che non sono amante delle ricorrenze, ma in questo momento sto anche cogliendo l'opportunità di scrivere due righe dato che è qualche tempo che non lo faccio.
Questo "piccolo quaderno" è sicuramente rimasto piccolo, con molte pagine ancora vuote. Però da un lato è anche cresciuto, forse facendosi leggermente più maturo. Ma quello che più mi rende felice nello sfogliarlo (simbolicamente) è l'aver ricevuto commenti, il più dei quali di persona, che mi hanno in qualche modo premiato.

Mi rendo conto, giorno dopo giorno, di quanto sia difficile comunicare e farsi capire dalle persone. Attenzione: non il capirsi quotidiano, di parole scontate, un intendersi basato sulla monotonia dei discorsi. Non intendo questo. Mi sto riferendo a quell'incontro tra parole profonde, tra frasi che in certi momenti la nostra anHima (cit. Tibe) riesce a formulare. Pensieri che la maggior parte delle volte la nostra bocca non è in grado di esprimere oppure le orecchie del nostro interlocutore non sono in grado di captare.
Alcuni commenti che ho ricevuto mi hanno soddisfatto proprio perché sono riuscito a passare/spiegare quei pensieri scomodi. Pensieri che se non mi fossi sforzato di scriverli forse non avrei avuto modo di esporli.