sabato 25 settembre 2010

Tu? Galleggi.

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Le gambe non ne vogliono sapere di rispondere alle tue volontà. Le braccia quasi. Muovi la testa affannosamente per dirigere il tuo sguardo verso qualcosa di stabile. Di "fermo". Non sapevi che con i tuoi occhi potessi esprimere un tale orrore. La mente cerca la terra ferma. Al cuore basterebbe una zattera, un baule o un trave. Non qualcosa di stabile. Qualcosa che possa galleggiare. Ad un tratto, senza preavviso, percepisci qualcosa.
Tutto sembrava perduto. Eppure non è così. Li senti. Li senti quegli occhi addosso. Senza cercarli ti giri d'istinto e li trovi. Li vedi e rimani folgorato.
Nulla. Non fai nulla, perché le forze non le hai più. Ma quegli occhi ti raggiungono quasi travolgendoti. Macché quasi. Ti travolgono del tutto ma nel mentre tu non ti accorgi. Sei ancora abbagliato.
Il motivo non lo sai, ma quegli occhi li vedi appartenere ad una magnifica visione di delfino. E tu sei nel mezzo di un qualche oceano, senza appigli se non quello della tua anima. Quel delfino è ora lì con te.
Non puoi fare altro che aggrapparti ritrovando una forza che nemmeno ricordavi di avere. Lui si fida di te e ti aiuta. Ma i momenti scorrono, capisci che questo presto finirà.
Rimarrai con la tua anima.
Molte cose non conosci. Probabilmente non conosci proprio un cazzo.
Ma vivi un'emozione nuova e i tuoi occhi si riempiono di nuovo. Si riempiranno e basta. Di tutto. Il delfino deve andare, ti opponi. Invano. Anche tu dovresti lasciarlo, proprio come ha fatto lui. Il tuo cuore ha il sopravvento e ora gestisce tutto solo lui. Ti ci aggrappi con tutto te stesso. Una forza inaudita. E sbagliata. Profondamente e meravigliosamente sbagliata.
Quello che il cuore non ti permette di capire è che il delfino nuota meglio di chiunque altro. Non ha i tuoi stessi punti di riferimento. Conosce altri modi e altri mondi. E poi dai: nuota da dio.
Tu? Galleggi male. Colpa dell'anima, del cuore, della mente... Nessuna via d'uscita se cerchi di dare la colpa. Impari un'altra cosa: che con i tuoi occhi puoi esprimere un tale buio vuoto.

Le interpretazioni possibili sono più che infinite. Se vuoi dai la tua. Magari, secondo te, dì chi può essere quel delfino...

2 commenti:

Marco ha detto...

Hai dipinto l'unico modo possibile per godere dell'amore. Accoglierlo come salvezza,come causa e fine di perdizione. Perdizione eterea e voluttuosa. Perdizione che sottintende anche la perdita,probabilmente. La vita mi porta a crederlo. Mi è piaciuto un sacco comunque, bravo!

Fabri ha detto...

Hai centrato in pieno. E hai intuito non si trattasse di un amore fisico, non degno di chiamarsi amore. Grazie mille!

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