martedì 7 agosto 2012

Cara Andre [1]


Cara Andre,

come stai?

Scusa se questa domanda buttata lì all’inizio di una lettera ha tutta l’aria di essere una stronzata. Ma tu, per fortuna, sai che non è così.

Ho delle domande per te. Una su tutte: li conosci quei giorni in cui non vuoi vivere?
Ti prego, sforzati di comprendere. Non dico di volere morire, per carità. Non oserei mai dire una cosa così. Io intendo quegli stati d’animo effimeri dove non ci capisci nulla nemmeno tu, ma provi una sensazione di volerti riaddormentare anche se è mattino. Invece di alzarti e guardare dalla finestra sorridendo, ti mureresti in camera pur di non aprire la porta e uscire. Non riesci a decifrare bene le cose, eppure l’unica cosa che sai per certo è quella di stare fermo, di non affrontare niente e nessuno. Di mandare a quel paese la giornata appena iniziata e annullarti sotto le lenzuola.

Magari da bambino, non ero il solo a credere che se mi fossi tirato le coperte fin sopra la testa, per quegli istanti allora sarei diventato realmente invisibile. Illudendomi che, in questo modo, il mondo intero si sarebbe dimenticato di me, lasciandomi in limbo di pace.



giovedì 1 marzo 2012

Senza titolo 2


(era una bozza di non so quanti mesi fa)


incontreremo sempre situazioni sbagliate, in ogni frangente della nostra vita, su questo non possiamo farci nulla! Quello che però sta a noi è darsi da fare ad essere bravi e forti, pronti e consapevoli che certe cose possono succedere… anche perché spesso le cattive notizie non arrivano mai da sole e se nel momento in cui siamo disperati per qualcosa di piccolo (anche se in quell’istante ci sembra tutto), ci dovesse sorprendere una vera tragedia?! Saremo veramente persi, del tutto.


E poi, dopo un po’ mi stanco pure di farmi cambiare dalle delusioni… non deve (non voglio!) diventare un circolo vizioso in cui una persona, ad ogni delusione, diventa più stronza e cattiva. Certamente un grosso fiasco ci fa mutare, ci fa CRESCERE… e per crescere io non intendo essere totalmente diverso da quello che sono stato fino ad un giorno prima, “solo” migliorato…


Mi rendo conto che punto troppo in alto, che ora dico così e fra 5 minuti mi mando a fanculo da solo però…?! Il tempo passa, quello che non facciamo oggi, non è detto che anche domani avremo l’opportunità di farlo.